OMEOPATIA

come funziona?

Ci sono fondamentalmente due tipi di Omeopatia :

  1.  l’ Omotossicologia che concerne l’uso dei cosiddetti complessi, cioè preparati che contengono diversi rimedi omeopatici messi assieme e scelti ad una diluizione molto bassa (di solito decimale, cioè alla DH): essi agiscono specificatamente sul sintomo, un po’ come i farmaci chimici, con la grande differenza  però che non hanno effetti collaterali. I rimedi omotossicologici quindi, essendo sintomatici, agiscono molto bene nelle malattie acute, un pò meno nelle croniche, in quanto per la maggior parte agiscono per una durata di tempo limitata: nel caso delle malattie croniche essi vanno cambiati ripetutamente .

  2. l’Omeopatia unicista  invece usa un solo rimedio, il quale riguarda la persona “in toto” cioè nella sua totalità di caratteri fisici e mentali. Questo significa che per curare ad esempio una parassitosi infantile (cioè la presenza di vermi nell’intestino) non basta conoscere il sintomo fisico, ma bisogna anche indagare sul carattere del bambino, sulle sue abitudini alimentari, sul suo sonno ecc. In questo modo il rimedio trovato riguarderà  quel bambino al completo, e quindi coprirà anche il motivo fisico o subconscio che crea, nel suo caso, una caduta delle difese a livello dell’intestino. Con l’Omeopatia classica unicista si va alla vera e profonda causa delle malattie, non si cura solo il sintomo. Infatti, se non si chiude “il rubinetto a monte”, il disturbo ritornerà in continuazione.

La Medicina Omeopatica si fonda sul principio del simile curato con il simile.

Essa cura l’individuo malato nella sua unità psico-fisico-ambientale, non solo la malattia la quale rappresenta la somatizzazione di uno squilibrio interno che si manifesta nel punto più debole dell’organismo.

Usa in dosi infinitesimali, quindi non tossiche, rimedi naturali - animali, vegetali o minerali - e non sostanze chimiche, è perciò ben tollerata da tutti gli organismi.

Può modificare la predisposizione patologica di ciascun organismo: è quindi anche una medicina costituzionale e preventiva.

La sperimentazione del farmaco è fatta esclusivamente sull’uomo sano e non sugli animali.

Il metodo omeopatico è fondato su un rapporto dialettico e collaborativo medico-paziente e mira al superamento della patologia, acuta o cronica, attraverso il recupero duraturo di quell’equilibrio tra mente e corpo in cui consiste il vero stato di Salute.

Quali malattie cura l’Omeopatia ?

 

Possiamo trattare con l’Omeopatia qualsiasi sintomo, sia esso di ordine fisico che di ordine mentale.

Purtroppo pochi sono a conoscenza dell’aiuto che l’Omeopatia può dare alle malattie di ordine mentale: si possono curare fobie, depressioni, crisi di panico, iperattività, anoressia, gelosie patologiche e così via. Là dove è auspicabile l’aiuto dello psicologo, è di enorme sostegno pure l’Omeopatia, perché spesso la persona malata non ha la forza psichica di reagire, pur avendo capito ed analizzato le cause del suo malessere: il farmaco omeopatico è proprio l’elemento in grado di dare la spinta che manca, quella forza che fa si che il paziente stesso desideri guarire e levarsi dal vicolo cieco in cui si trova. 

Ma ci sono anche tante situazioni in cui ovviamente non si è considerati malati, però si ha lo stesso bisogno di aiuto:  proviamo solo a pensare a quante volte i giovani hanno necessità di essere sostenuti perché affetti da eccessiva timidezza, insicurezza, mancanza di concentrazione, dipendenze, oppure manifestano aggressività varie verso gli altri o verso se stessi.

Quando si ha a che fare con sintomi mentali è naturalmente auspicabile usare l’Omeopatia Classica, e cioè un solo rimedio: si tratta di perpetuare un “percorso terapeutico” attraverso cui ogni volta  vengono annullati i caratteri disturbanti più in evidenza , finchè si arriva al nucleo psicologico profondo di una persona, quello da cui partono i sintomi, se esso si trova in dis-equilibrio.

Questo carattere centrale in Omeopatia si chiama Simillimum e lo sforzo del medico è concentrato ad individuarlo e quindi a rimettere tutto  in equilibrio, attraverso la sua somministrazione. Però come si è già detto, spesso è necessario prescrivere prima rimedi complementari, che andranno a coprire un numero sempre maggiore di disturbi, fino ad arrivare al farmaco che annullerà  tutti  i disturbi della persona, siano essi di natura fisica o di natura mentale ed emozionale.

Si sente spesso parlare di effetto “placebo” (autosuggestione):

 

Si usa con successo l’Omeopatia in Veterinaria ed è improbabile che gli animali possano rendersi conto di assumere un farmaco omeopatico. Si usa per curare pazienti in coma, neonati e addirittura per le malattie delle piante. Inoltre ogni casa farmaceutica omeopatica ha da tempo fornito ripetute  dimostrazioni scientifiche con  prove cliniche e di laboratorio relative all’azione terapeutica dei farmaci omeopatici: purtroppo tutto questo è volutamente  ignorato dai mass media per ragioni di interessi commerciali,  perché chi acquista farmaci omeopatici ovviamente non compera quelli chimici.

Inutile aggiungere che tra i medici omeopati ci sono insigni  professori universitari con lauree multiple come ad es. quella in Biologia Molecolare conferita all’estero, perché da noi questa disciplina è presente solo da pochissimi anni. 

Detto tutto ciò, è sottinteso che se qualcuno parla  ancora di “placebo”,  si tratta di una persona sicuramente poco informata.

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